Angelo Sammarco
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31/01/2012

In Italia si mangiano 7000 gatti all'anno

Lo dicono i dati analizzati da AIDAA

A volte sembra una leggenda metropolitana, altre volte se ne parla dando la colpa agli extra comunitari o si favoleggia di pranzi a base di gatto in ristoranti orientali che si trovano anche qui in Italia. Nella realtà di tutti i giorni invece gli italiani uccidono per scopo alimentare 6-7.000 gatti che vengono cucinati prevalentemente in umido con la polenta o arrosto. E non stiamo parlando di persone che uccidono il gatto del vicino perché altrimenti muoiono di fame, stiamo parlando invece di una vera e propria abitudine culinaria, che seppure vietata per legge, e punita addirittura con la reclusione (uccidere un gatto è reato penale che rientra nell’articolo 544 del codice penale che riguarda il maltrattamento e l’uccisione degli animali di affezione) è ancora radicata in alcune zone specifiche dell’Italia del centro-nord.

Secondo i dati analizzati da AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) in base alle segnalazioni giunte nel 2011 al servizio emergenzamici@libero.it sarebbero circa 6-7.000 i gatti allevati, cacciati o semplicemente uccisi a scopo alimentare, il 10% di tutti i gatti scomparsi ed abbandonati nel corso dell’anno. E’ un dato che non si discosta molto da quello degli anni precedenti.(fonte AIDAA)