Maiori. Questa sera, alle 21:45, presso l’anfiteatro del lungomare Amendola di Maiori, nel corso della rassegna “ Un Libro Sotto Le Stelle”, edita ed organizzata dall’Associazione “i Meridiani” con il patrocinio del Comune, saranno ospiti don Luigi Merola e l’inviato RAI Pino Scaccia. La serata è dedicata alla presentazione del libro “ Il cancro sociale: la camorra”, la storia di un prete che non ha mollato. (GUIDA Editore) di Luigi Merola. Dopo i saluti istituzional di Michele Giannattasio, presidente dell’ associazione “i Meridiani” e Antonio Della Pietra, sindaco del comune di Maiori, introdurrà e modererà la discussione Gianfranco Coppola, giornalista Rai.
Al salotto letterario prenderanno parte l’autore Armando Lamberti, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università degli studi di Salerno e Giovanni Tartaglia Polcini, magistrato. Don Luigi Merola è noto con l’appellativo di “prete anti – camorra” per l’impegno profuso contro questa piaga sociale all’interno, soprattutto, del quartiere Forcella di Napoli. Ha fondato “ ‘A Voce d’è Criature”, una organizzazione voluta per il recupero dei ragazzi a rischio e l’abbandono scolastico. Oggetto di minacce della malavita, vive sotto scorta. Nel 2007 viene trasferito a Roma dove collabora ad un progetto sulla legalità nelle scuole promosso dal Ministero dell’Istruzione, ma il suo sogno è di ritornare a Napoli, in trincea, e lo fa nel 2010 grazie al Crdinale Crescenzio Sepe che lo nomina Parroco della chiesa di San Carlo Borromeo alle Brecce, in via Galileo Ferraris e Cappellano alla Stazione Centrale. “ La camorra, - dice don Merola - è una delle quattro organizzazioni criminali più potente, è un cancro che ha mangiato una parte del nostro Paese. C’è una porzione di questo territorio che ha inghiottito veleni di ogni genere, un’altra parte ha accettato, in silenzio, soprusi e subito violenze in ogni settore, e c’è una parte che ha reagito e si è ribellata. La camorra va aggredita come si aggredisce un qualsiasi cancro. L’ho fatto a Marano di Napoli, a Forcella e continuo ancora. In questo arco di tempo ho incontrato tante persone, ho tenuto incontri dal nord a sud della penisola, ho incrociato gli occhi di giovani e adulti, di bambini e di adolescenti. Ho percorso con i miei angeli custodi, due carabinieri fulminati dalla mia “capa tosta” e dalla voglia di lottare contro il malaffare e le ingiustizie, centinaia di chilometri, facendo tappa in città importanti e meno conosciute, ho partecipato a centinaia di convegni, organizzati da associazioni e scuole, da politici e imprenditori, sindacalisti e parroci, ma una domanda è emersa continuamente: << Don Luì raccontaci le storie più belle e più drammatiche, descrivici i tanti volti, più o meno conosciuti, che ti hanno lasciato un segno.>> E io l’ho fatto in questo libro”.