"Città Futura", il movimento fondato a Minori dal consigliere comunale Paolo Russo, a cui ha poi aderito anche Ferruccio Salvestri, al fine di creare un contraddittorio in seno alla stessa maggioranza di cui fa parte, ha diramato sul suo blog un nuovo comunicato in cui esprime una "profonda e frustrante delusione" per l'esperienza alla guida del paese.
I componenti del gruppo spiegano che questo sentimento di rammarico è forse dettato dalle troppe aspettative per un cambiamento che non sarebbe, in realtà, avvenuto.
Nella missiva viene stilato un vero e proprio elenco delle "delusioni" da cui non si salva nessuno.
"Può la delusione avere un risvolto politico? Si può valutare un’esperienza amministrativa attraverso un sentimento così intimo e personale? Probabilmente sì, se alla base della politica c’è (come dovrebbe essere) soprattutto la passione. Dopo due anni e mezzo di consiliatura, il nostro bilancio politico è connotato principalmente da questo: profonda e frustrante DELUSIONE.
Forse per troppa passione, forse per eccesso di aspettative, forse perché abbiamo creduto davvero in un’idea sostanziale di CAMBIAMENTO: forse a questo è dovuta l’insoddisfazione che proviamo. E’ un’insoddisfazione che non riguarda tanto i risultati raggiunti (che per la verità non mancano, e in certi campi sono indubbiamente positivi), quanto invece lo STILE amministrativo. Lo stile sta nel rapporto coi cittadini, nella partecipazione alle scelte, nella fiducia che si è in grado di ispirare, nella democrazia sostanziale più che formale. Lo stile di un amministratore sta nel rendere conto costantemente del proprio operato, anche al di là degli obblighi di legge, lo stile sta (addirittura?) nell’avere MENO DIRITTI degli altri cittadini (addirittura!). A questo pensavamo principalmente come cambiamento, quelle che seguono sono le facce della nostra delusione.
Delusione verso noi stessi, per non aver saputo incidere a fondo sul modo di essere dell’amministrazione Reale, e per non essere riusciti a migliorare la vita quotidiana delle persone
Delusione verso i colleghi amministratori, troppo poco esigenti nel giudicare se stessi
Delusione verso alcuni imprenditori, che si aspettano molto dall’intervento pubblico ma alla comunità non danno quasi niente
Delusione verso parecchi cittadini, che dal Comune pretendono di tutto ma non si fanno mai carico di alcuna responsabilità
Delusione per un tessuto sociale evidentemente cristallizzato, che in realtà preferisce il vecchio paternalismo della “pacca sulla spalla” a qualsiasi effettivo mutamento "
Intanto Paolo Russo e Ferruccio Salvestri denunciano, come si legge sul blog, un "provvedimento punitivo" che ne limita il fine isituzionale di dar vita ad un nuovo progetto politico. In seguito a questa disposizione i membri di "Via Nova" hanno rimesso nelle mani del sindaco le deleghe assegnate loro.
"Siamo stati espulsi. Alla recente presa di posizione di Città Futura sulla necessità di un nuovo progetto politico, la Giunta in carica ha risposto con un provvedimento punitivo, per effetto del quale in municipio non ci saranno più spazi fisici per le nostre attività istituzionali. Una nota firmata dall’Assessore alla Comunicazione, infatti, riserva alla Giunta l’unica stanza fino ad ora disponibile per i gruppi consiliari. A meno di non ripiegare nell’aula del Consiglio (senza telefono, senza computer), il cui uso va però comunicato con 5 giorni di preavviso. In sostanza, ci si è voluto impedire di essere presenti e lavorare in Comune. Abbiamo, di conseguenza, rimesso nelle mani del Sindaco le deleghe assegnateci, nell’impossibilità materiale di attuarle. Non soltanto, quindi, ad una svolta di indirizzo amministrativo non si intende dare corso, ma si sanziona platealmente il dissenso in quanto tale: è una decisione simpaticamente in linea con quel concetto di “democrazia partecipata” cui l’amministrazione continua ad ispirare il suo operato. Va aggiunto che il provvedimento risale a oltre dieci giorni fa, abbiamo atteso per farlo conoscere sperando in un ripensamento o in una rinnovata disponibilità al dialogo da parte dell’amministrazione: non c’è stato né l’uno né l’altra. Ne prendiamo atto con rammarico e con sincera delusione."