Il M° Carotenuto regala all’Arciconfraternita del SS. Sacramento di Minori un altro capolavoro

“Il Trasporto di Cristo” verrà esposto nel luogo sacro giovedì sera

Minori. Il Trasporto di Cristo è il titolo dell’ultima raffigurazione pittorica ideata dal M° Carotenuto per l’Arciconfraternita del SS. Sacramento di Minori.  Si tratta di un dipinto a secco, realizzato con colori acrilici, che descrive con grande intensità le ultime fasi della Passione e morte del Signore. Il dipinto completa la serie di opere che l’artista ha elaborato, in poco più di un trentennio, per la piazzetta antistante la cappella del SS. Sacramento. Già nel 1978, infatti, con la riapertura del Pio Sodalizio, dipinse l’affresco della Crocifissione, elaborato all’interno di una delle campate dell’antica cattedrale demolita alla fine del XVIII secolo, che si proponeva come simbolo della rinascita non solo religiosa e sociale della secolare confraternita, ma soprattutto artistica e culturale. Dieci anni dopo, nel 1988, era l’Arciconfraternita ad acquistare dal maestro Carotenuto una tavola centinata in cui era racchiusa la storia del sodalizio attraverso i ritratti dei confratelli che indossavano sia le mantelline rosse che i cappucci da battenti. Nel 2006, invece, veniva elaborata la Risurrezione, opera  realizzata su piastrelle di cotto smaltato, che completava il ciclo del pannello dedicato ai Riti della Settimana Santa ideato dal Prof. Giacomo Palladino. Nel 2008 il maestro si divertiva a tratteggiare e a donare ancora un’altra opera: la Madonna dell’Arancia, dipinto su pietra lavica, in cui la Vergine e il Bambino volgono il loro sguardo benevolo al pellegrino che, attraversando la piazzetta dipinta, si reca in chiesa. Negli anni, dunque, il legame con l’Arciconfraternita è rimasto forte e costante tanto da suscitare anche la voglia di sperimentare di volta in volta tecniche e materiali diversi per raccontare i momenti salienti della vita di Cristo. Quest’ultima opera, dunque, apre le porte a una visione moderna del tema trattato che si racchiude nei cinque personaggi descritti. Sotto un cielo buio rischiarato da una pallida luna compare, al centro della scena, la Vergine Addolorata che manifesta il suo dolore in maniera composta senza alcuna teatralizzazione della sofferenza; al suo fianco invece Maria Maddalena si copre drammaticamente il volto e, quasi in maniera antinomica, lascia trasparire al cospetto di tanta atrocità tutta la sua tribolazione e il patimento per la crudeltà commessa dagli uomini. Davanti a loro, due uomini vestiti con abiti moderni, in forte contrasto con le figure in secondo piano, trascinano in un candido lenzuolo il corpo emaciato ed esanime del Cristo.  “Nel trasporto di Cristo – spiega il maestro – i personaggi ritratti sono attuali nell’abbigliamento perché attuale è il tema. Il sacrificio di un uomo giusto può accadere anche ai nostri giorni”. Una curiosità si rileva infine nei soggetti ritratti. I due uomini non sono personaggi nati dalla fantasia del maestro, ma ritraggono le fattezze del M° Carmine Galibardi, committente e fervido sostenitore del dipinto a cui si deve anche l’opera di risanamento della parete, e del Prof. Giacomo Palladino. L’inaugurazione è prevista per Giovedì 18 agosto alle 20,30.
Angela Maria Lembo